KB5124008 Windows 11: cambia taskbar e ricerca, cosa arriva nel sistema

KB5124008 aggiorna Windows 11 24H2 e 25H2 con patch di sicurezza, taskbar riposizionabile, Start più flessibile, Search senza risultati web e nuove funzioni tecniche.

Il Patch Tuesday di settembre 2026 porta su Windows 11 un aggiornamento molto più interessante del consueto pacchetto mensile di correzioni. Con il pacchetto KB5124008, Microsoft aggiorna Windows 11 25H2 alla build 26200.9445 e Windows 11 24H2 alla build 26100.9445, integrando le patch di sicurezza del mese ma anche una lunga serie di modifiche all’interfaccia e al funzionamento del sistema operativo. Tornano, tra le altre cose, la possibilità di spostare la barra delle applicazioni, una taskbar compatta e un maggiore controllo sui risultati web mostrati da Windows Search.

Le versioni 24H2 e 25H2 di Windows 11 condividono gran parte della base tecnica e ricevono lo stesso insieme di correzioni, pur mantenendo numeri di build differenti. Windows 11 24H2 Home e Pro, inoltre, raggiungerà la fine del supporto il 13 ottobre 2026; Enterprise ed Education continueranno a ricevere aggiornamenti fino al 12 ottobre 2027. Per Windows 11 23H2 Microsoft distribuisce separatamente KB5122880, che porta le installazioni supportate alla build 22621.7582.

C’è poi il peso insolitamente elevato della componente security. Il Patch Tuesday di settembre comprende correzioni per 966 vulnerabilità, 105 delle quali classificate come critiche.

KB5124008 non porta soltanto correzioni di sicurezza

Una parte consistente delle novità associate all’aggiornamento di settembre aveva debuttato il 27 agosto con KB5120998, aggiornamento di anteprima facoltativo per Windows 11 24H2 e 25H2. Il modello di distribuzione Microsoft funziona ormai spesso così: le modifiche non legate alla sicurezza compaiono prima nel pacchetto opzionale di fine mese e confluiscono poi nel successivo aggiornamento cumulativo.

Attenzione però a un dettaglio importante. Microsoft classifica diverse novità come in gradual rollout: il codice necessario è quindi presente dopo l’installazione di KB5124008, mentre la funzione rimane temporaneamente disabilitata sul singolo PC. Due computer aggiornati alla stessa build possono mostrare impostazioni differenti: a meno di attivazioni manuali con strumenti software come ViVeTool, è il meccanismo Controlled Feature Rollout a stabilire quando abilitare le varie nuove caratteristiche.

La barra delle applicazioni torna finalmente spostabile

Windows 11 aveva eliminato una delle possibilità di personalizzazione presenti da anni nelle precedenti versioni del sistema operativo: spostare la barra delle applicazioni sui bordi dello schermo. Con le modifiche incluse nel ciclo KB5120998-KB5124008 Microsoft torna sui propri passi.

La barra delle applicazioni può essere collocata in basso, in alto, a sinistra oppure a destra. L’impostazione è accessibile premendo Windows+I quindi cliccando su Personalizzazione, Barra delle applicazioni, Comportamenti della barra delle applicazioni. Microsoft ha adattato anche menu a comparsa, tooltip e animazioni affinché si aprano coerentemente rispetto al bordo scelto.

Personalizzazione barra applicazioni Windows 11

Non tutto, però, funziona allo stesso modo in qualunque posizione. Il campo di ricerca completo e la nuova modalità con barra ridotta sono al momento supportati soltanto quando la taskbar si trova in alto o in basso. La possibilità di non combinare i pulsanti delle applicazioni, invece, continua a funzionare anche con il posizionamento laterale.

Microsoft aveva ricostruito la taskbar quasi da zero per il debutto del sistema nel 2021, sacrificando diverse capacità della vecchia implementazione. Cinque anni dopo continua a reinserire funzioni che molti utenti consideravano basilari.

Arriva anche la barra compatta per recuperare spazio sullo schermo

KB5124008 introduce inoltre una modalità compatta che riduce sia le icone sia l’altezza complessiva della barra delle applicazioni. L’opzione si trova nella stessa sezione delle impostazioni dedicate alla barra (voce Dimensioni della barra delle applicazioni).

La nuova taskbar “compressa” ha senso soprattutto sui portatili e sui display con diagonale ridotta, dove poche decine di pixel recuperate verticalmente possono avere un impatto apprezzabile sullo spazio utile. Start, Ricerca e area di notifica restano accessibili; Microsoft non si limita quindi a ridimensionare le icone lasciando invariata l’altezza del contenitore, come accadeva con alcuni workaround del passato.

Windows Search smette di mescolare risultati locali e Bing

Una seconda modifica attesa da tempo riguarda Windows Search.

Ne abbiamo parlato già più volte nelle scorse settimane: Microsoft aggiunge in Impostazioni, Privacy e sicurezza, Cerca un controllo che permette di decidere se visualizzare risultati provenienti dal web e suggerimenti di Microsoft Store insieme a file, applicazioni e impostazioni locali.

In precedenza, per ottenere il medesimo risultato, era necessario intervenire sulla configurazione del registro di sistema di Windows 11: adesso, ascoltando le proteste di tanti utenti, Microsoft ha finalmente deciso di includere l’opzione nelle impostazioni del sistema operativo (Consenti alle app di ricerca di mostrare i risultati).

La ricerca integrata in Windows aveva progressivamente assunto un ruolo ibrido: digitando il nome di un documento, di un’app o di una funzione del sistema potevano comparire anche risultati Bing e contenuti promozionali provenienti dallo Store. Per chi usa Search principalmente come launcher locale, l’integrazione appariva estremamente fastidiosa.

Ricerca Windows 11 senza Bing menu Start

Microsoft interviene anche sulla leggibilità dei risultati. Windows indica più chiaramente se un elemento proviene da un’applicazione, dalle impostazioni, da un file locale, dal Web oppure dallo Store; la schermata iniziale della ricerca risulta inoltre meno affollata.

Cambia persino l’indicizzazione. Una nuova opzione, “Trova automaticamente altre posizioni pertinenti“, consente al sistema di individuare automaticamente le cartelle utilizzate più frequentemente e includerle nell’indice. La scelta può accelerare il ritrovamento dei file per chi archivia documenti fuori dalle directory standard, ma merita attenzione sui PC che contengono grandi quantità di dati: ampliare l’indice significa anche aumentare il lavoro dell’indicizzatore e lo spazio occupato dal relativo database.

Il menu Start diventa più configurabile

Anche il menu Start riceve modifiche che vanno nella direzione di ridurre alcune rigidità introdotte con Windows 11.

Cercando Impostazioni di Start, previa installazione dell’aggiornamento KB5124008, si può intervenire su Dimensioni menu Start optando fra Piccolo, GrandeAutomatico.

La sezione Consigliati cambia nome in Recente e soprattutto la pagina delle impostazioni offre controlli separati per decidere quali sezioni mostrare. Si possono gestire indipendentemente elementi aggiunti, recenti e l’elenco completo delle applicazioni.

Compare inoltre un’opzione per nascondere nome e immagine del profilo dal menu Start. Non cambia nulla sotto il profilo dell’autenticazione, naturalmente, ma è un accorgimento utile durante presentazioni, registrazioni dello schermo o sessioni di assistenza remota, dove evitare la visualizzazione di dati personali può risultare preferibile.

Personalizzazione menu Start Windows 11 KB5124008

Esplora file si apre più velocemente e Windows cambia alcuni indicatori

Microsoft dichiara di aver lavorato anche sulle prestazioni della Home di Esplora file, riducendo il tempo necessario per caricarla e renderla interattiva. La sezione dei file consigliati supporta inoltre lo scorrimento tramite touch.

Non si tratta di un nuovo motore per Esplora file: l’intervento riguarda soprattutto la pagina Home, che può richiedere l’interrogazione di file recenti, contenuti consigliati e altre sorgenti prima di completare il rendering.

Cambiano anche gli indicatori di avanzamento utilizzati durante avvio, accesso, riavvio, spegnimento e installazione degli aggiornamenti. Microsoft punta a uniformare elementi grafici che nel tempo avevano mantenuto stili differenti a seconda della fase di Windows coinvolta.

Protezione amministratore riduce il tempo trascorso con privilegi elevati

Più interessante sul piano tecnico è l’arrivo progressivo di Protezione amministratore, funzione che Microsoft aveva iniziato a descrivere già nel 2025. L’obiettivo consiste nel ridurre l’uso continuativo dei privilegi amministrativi e concederli soltanto quando servono per una specifica operazione.

Il meccanismo introduce una separazione tra il profilo usato normalmente e l’ambiente nel quale avviene l’acquisizione dei diritti più estesi. Invece di lasciare disponibile in permanenza un token amministrativo associato alla sessione, Windows può generare privilegi just-in-time per l’azione richiesta.

Microsoft precisa un punto da non trascurare: Protezione amministratore non costituisce una barriera invalicabile sulla quale basare la separazione delle operazioni svolte in Windows 11. Riduce però la superficie utile agli attacchi che puntano all’elevazione dei privilegi e rende più difficile sfruttare diritti amministrativi già presenti nella sessione dell’utente. Un chiarimento che probabilmente guarda a sopire le polemiche ingeneratesi dopo le critiche alla sicurezza di Protezione amministratore sollevate dai ricercatori di Google Project Zero.

La funzione rimane disattivata per impostazione predefinita e interessa soprattutto gli ambienti gestiti: gli amministratori possono abilitarla attraverso policy di gruppo oppure, per esempio, tramite Microsoft Intune.

Windows Update inizia a coordinare anche gli aggiornamenti delle app

Una modifica meno visibile può avere conseguenze importanti nel medio periodo. KB5124008 porta il supporto alla Windows Update Orchestration Platform, o UOP, progetto con cui Microsoft consente agli sviluppatori di integrare gli aggiornamenti delle proprie applicazioni con il sistema di orchestrazione già usato da Windows Update.

L’idea è evitare che ogni programma gestisca autonomamente download, pianificazione, riavvii e notifiche. Un’applicazione compatibile può demandare parte dell’orchestrazione a Windows, che dispone già di informazioni sugli orari di attività, sullo stato energetico del dispositivo e sulla necessità di effettuare un riavvio.

Windows Update non comincia ad aggiornare automaticamente qualunque programma Win32 installato: serve il supporto esplicito di ogni sviluppatore.

Quanto realizzato in casa Microsoft rappresenta tuttavia una base tecnica interessante: se adottata su larga scala, può ridurre la proliferazione di updater residenti in memoria e limitare la situazione, piuttosto comune, in cui sistema operativo e applicazioni chiedono riavvii indipendenti a pochi minuti di distanza.

Execution Containers e processi agentici: Windows prepara l’isolamento del codice AI

Tra le novità meno evidenti per l’utente comune figura Process Isolation per Microsoft Execution Containers, abbreviato MXC.

Microsoft descrive il meccanismo come un confine di contenimento leggero pensato per carichi di lavoro che devono partire rapidamente, compresi agenti per lo sviluppo software e codice generato dai modelli AI.

MXC sfrutta primitive di isolamento offerte dal sistema operativo per limitare l’accesso a file, rete, interfaccia grafica e altre capacità secondo criteri definiti. Un agente capace di creare ed eseguire codice necessita di un ambiente più restrittivo rispetto al normale processo desktop, soprattutto quando l’output deriva da istruzioni e dati che possono contenere contenuti non affidabili.

Windows introduce anche il supporto preliminare alla marcatura dei processi agentici. Componenti autorizzati possono associare al token del processo un identificatore opaco che Windows preserva e propaga ai processi figli. Se il processo effettua un’autenticazione tramite Web Account Manager, WAM può includere tale identificatore nella richiesta.

Microsoft sta creando strumenti affinché Windows e i servizi collegati possano distinguere meglio un’azione compiuta direttamente dall’utente da una eseguita attraverso un agente software. La funzione è comunque ancora in anteprima e il formato dell’identificatore può cambiare.

Arriva ML-KEM per lo scambio di chiavi TLS post-quantum

KB5124008 eredita inoltre una novità crittografica introdotta con il pacchetto di anteprima agostano: ML-KEM può essere utilizzato come algoritmo autonomo per lo scambio di chiavi TLS, oltre alle modalità ibride che Microsoft aveva già introdotto.

ML-KEM deriva dallo standard FIPS 203 del NIST ed è progettato per resistere agli attacchi basati su computer quantistici sufficientemente potenti. Nelle configurazioni ibride, un algoritmo post-quantum opera insieme a uno schema classico; la modalità standalone permette invece di usare direttamente ML-KEM quando entrambe le estremità della connessione lo supportano.

Il protocollo TLS, lo stesso usato ad esempio per le connessioni HTTPS, negozia gli algoritmi da usare tra client e server; il software applicativo deve sfruttare le primitive disponibili. La presenza del supporto ML-KEM nel sistema operativo è comunque un passaggio necessario per rendere queste tecniche utilizzabili senza implementazioni crittografiche separate in ogni applicazione.

KB5124008 corregge i problemi introdotti dagli update di agosto

L’aggiornamento di settembre risolve anche tre problemi comparsi con i pacchetti precedenti. Su alcune installazioni, le personalizzazioni del puntatore del mouse non caricavano correttamente stile, colore e animazioni; tentare di reimpostarle manualmente non serviva, perché il difetto interessava la fase di caricamento delle impostazioni.

Un secondo bug poteva sostituire lo sfondo del desktop con un colore nero e interferire anche con slideshow e temi a contrasto elevato.

Sui PC Arm64, infine, Teams e il nuovo Outlook potevano chiudersi o non avviarsi, soprattutto sulle macchine appena configurate che non avevano ancora ricevuto gli ultimi aggiornamenti dal Microsoft Store. Fra i sistemi potenzialmente interessati Microsoft citava dispositivi come Surface Pro 11 e Surface Laptop 7. Prima della correzione definitiva era possibile aggirare il problema aggiornando Auto Super Resolution Package almeno alla versione 1.0.19.0.

Microsoft interviene inoltre sulla reindirizzazione audio del Desktop remoto: in alcune situazioni il suono della sessione remota non raggiungeva il computer locale.

Secure Boot: continua la sostituzione dei vecchi certificati

Settembre segna anche una nuova tappa nella migrazione dei certificati Secure Boot. I certificati utilizzati storicamente da una larga parte dei PC Windows hanno iniziato a raggiungere la scadenza nel 2026; Microsoft sta distribuendo quelli nuovi tramite Windows Update, usando criteri di targeting che cercano di individuare i dispositivi sui quali l’operazione può avvenire con sufficiente affidabilità.

KB5124008 amplia i dati usati per identificare i sistemi idonei alla sostituzione automatica. Microsoft precisa che un PC che non abbia ancora ricevuto i nuovi certificati non smette improvvisamente di avviarsi e continua a ricevere i normali aggiornamenti. La transizione procede gradualmente proprio perché un errore nella catena di fiducia UEFI avrebbe conseguenze ben più gravi rispetto alla mancata attivazione di una normale funzione di Windows.

Per gli amministratori che aggiornano immagini di installazione offline c’è inoltre un’avvertenza specifica: quando si integrano Dynamic Update bisogna assicurarsi che nell’immagine sia presente il file boot.stl corretto per versione e architettura di Windows. Il file interviene nella validazione Secure Boot; un’immagine aggiornata senza la versione appropriata può fallire l’avvio dal supporto di installazione con errore 0xc0430001. Microsoft suggerisce di aggiornare WinPE con lo script previsto oppure copiare boot.stl dalla cartella Windows\Boot\EFI corrispondente.

In un altro approfondimento abbiamo spiegato come verificare lo stato dei certificati Secure Boot e applicare eventuali interventi per mettere a punto la configurazione del sistema.

Come attivare subito le nuove funzioni con ViVeTool

Chi ha già installato KB5124008 ma non vede ancora tutte le novità può provare ad anticiparne l’attivazione con ViVeTool, utilità open source che permette di intervenire sui Feature ID utilizzati dal sistema di Feature Management di Windows. È proprio attraverso questi identificativi che Microsoft gestisce anche molte distribuzioni graduali: il codice della funzione può quindi trovarsi già sul PC, mentre il relativo flag resta disattivato in attesa del Controlled Feature Rollout.

Dopo avere scaricato l’ultima versione di ViVeTool dalla pagina ufficiale del progetto su GitHub ed estratto il contenuto, ad esempio in C:\ViVeTool, basta aprire il prompt dei comandi con privilegi amministrativi, portarsi nella cartella con cd C:\ViVeTool e impartire il comando seguente:

vivetool /enable /id:61161244,59213768,61090762,61754985,62762248

Gli identificativi abilitano rispettivamente il pacchetto principale delle novità di settembre, il nuovo posizionamento della barra delle applicazioni, la taskbar compatta, le nuove opzioni di personalizzazione del menu Start e le modifiche a Windows Search. Dopo l’esecuzione è necessario riavviare Windows.

Per annullare le modifiche si può sostituire /enable con /disable usando gli stessi ID; vivetool /fullreset rimuove invece le personalizzazioni applicate tramite ViVeTool. Va ricordato che Microsoft non supporta ufficialmente l’uso dell’utilità per forzare funzioni ancora sottoposte a rollout: su un PC di produzione, quindi, conviene attendere l’attivazione prevista da Windows Update.

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