L’aumento del codice prodotto dagli agenti di Intelligenza Artificiale sta mettendo alla prova strumenti informatici utilizzati da anni nello sviluppo software.
Anthropic ha risposto a questa trasformazione realizzando Scion, un sistema interno per il controllo delle versioni pensato per gestire repository di dimensioni eccezionali.
La società che sviluppa Claude ha illustrato il progetto in un approfondimento tecnico, spiegando perché l’infrastruttura tradizionale non fosse più adeguata alle proprie esigenze operative. La novità non riguarda soltanto la velocità con cui vengono scritti i programmi, ma anche la capacità di organizzare, verificare e integrare le modifiche prodotte dagli agenti automatici. Scion rappresenta quindi un caso concreto di come l’AI stia influenzando anche le fondamenta dell’ingegneria del software.
Perché Anthropic ha deciso di sviluppare Scion
Git è uno strumento di controllo delle versioni distribuito, progettato per consentire agli sviluppatori di lavorare con copie complete dei repository.
Questo modello continua a essere efficace per moltissimi progetti, ma può diventare oneroso quando un’infrastruttura deve gestire una quantità eccezionale di codice e operazioni automatizzate.
Nel caso di Anthropic, la crescita delle modifiche integrate nel repository aziendale ha trasformato la gestione del codice in un ostacolo operativo.
Nel corso del periodo analizzato dall’azienda, il volume medio è passato da circa 2.500 modifiche integrate quotidianamente a maggio a oltre 30.000 a settembre. La cronologia del ramo principale occupava quasi 100 GB, mentre le operazioni di recupero del codice per l’integrazione continua raggiungevano circa 25 milioni al giorno.
Per affrontare queste difficoltà, Anthropic ha sviluppato Scion e completato la migrazione del proprio monorepo in cinque mesi. Parallelamente, ha realizzato Antique, uno strumento interno per la revisione del codice. L’obiettivo è ridurre il lavoro necessario per gestire le modifiche, evitando che l’infrastruttura rallenti un processo di sviluppo sempre più automatizzato.
Come funziona Scion e quali vantaggi offre
La differenza fondamentale riguarda la distribuzione delle responsabilità.
Invece di richiedere a ogni client una copia completa del repository, Scion si appoggia a un sistema centrale che gestisce operazioni come commit, merge e consultazione della cronologia. I client recuperano soltanto i dati necessari, riducendo il lavoro locale e il trasferimento di informazioni superflue.
L’architettura permette inoltre di distribuire i dati tra componenti scalabili e di rendere disponibili le operazioni attraverso API. In questo modo, diversi processi automatizzati possono interrogare il sistema senza dover necessariamente scaricare e mantenere una copia locale dell’intero progetto.
Secondo i risultati pubblicati da Anthropic, l’infrastruttura richiede molte meno risorse di elaborazione e memoria rispetto alla precedente organizzazione basata su copie replicate di Git. L’azienda segnala anche miglioramenti significativi nella velocità di accesso al codice e nella disponibilità delle risorse per i processi di integrazione continua. Si tratta, tuttavia, di risultati dichiarati dall’azienda sul proprio ambiente, non di un confronto indipendente valido per qualsiasi progetto.