Addio postmarketOS, nasce Nura: il Linux per smartphone guarda all'Italia

postmarketOS cambia nome e diventa Nura, richiamando i nuraghi della Sardegna. Il progetto Linux mantiene la sua base tecnica e l'obiettivo di prolungare la vita di smartphone e dispositivi mobili.

PostmarketOS, il progetto Linux nato per prolungare la vita di smartphone e altri dispositivi mobili, ha annunciato il cambio di nome, chiudendo un processo durato circa un anno e mezzo. Non si tratta però della nascita di una nuova distribuzione: codice, obiettivi tecnici e comunità restano quelli costruiti dal 2017 attorno all’idea di sottrarre telefoni e tablet alla rapida obsolescenza software imposta dal tradizionale modello mobile.

Il cambio di identità, con il passaggio al nuovo nome Nura (sito ufficiale), arriva in una fase molto diversa da quella delle origini. A maggio 2017 postmarketOS si presentava come una distribuzione basata su Alpine Linux, adattata agli smartphone e ancora largamente sperimentale, con un obiettivo dichiaratamente ambizioso: puntare a un ciclo di vita di circa 10 anni per i dispositivi mobili. La scelta tecnica consisteva nel condividere quanto più software possibile tra hardware differenti, limitando le parti specifiche del singolo telefono. Nel 2024 una release stabile superava quota 250 dispositivi supportati. Da settembre 2026 il progetto sembra curiosamente guardare proprio all’Italia.

Nura Linux su smartphone e dispositivi mobili

Perché postmarketOS si chiama adesso Nura

Il nome Nura deriva da “nuraghe“, le antiche costruzioni in pietra che caratterizzano la Sardegna e che, in numerosi casi, hanno attraversato millenni di storia. Il collegamento simbolico scelto dagli sviluppatori è piuttosto evidente: durata, resistenza e capacità di continuare a esistere molto più a lungo di quanto ci si aspetterebbe.

È una metafora che aderisce bene all’idea originale di postmarketOS. Il progetto nacque infatti per affrontare un problema che continua a riguardare milioni di dispositivi: hardware ancora perfettamente funzionante può diventare prematuramente inutilizzabile quando il produttore interrompe aggiornamenti, patch di sicurezza e manutenzione del software.

Nura non promette magicamente 10 anni di piena funzionalità per ogni telefono supportato: portare Linux su hardware mobile significa confrontarsi con bootloader, modem, GPU, fotocamere, DSP, firmware proprietari e kernel modificati dai produttori. Alcuni dispositivi possono funzionare molto bene con kernel Linux mainline; altri mantengono limitazioni importanti.

Il vecchio nome era diventato un problema

La decisione di abbandonare la denominazione postmarketOS è riconducibile alle difficoltà nel pronunciarla e ricordarla in diverse lingue. Anche la grafia creava continuamente varianti: postmarketOS, PostmarketOS, PostMarketOS e perfino “post-market OS“.

postmarketOS, inoltre, descriveva molto bene l’idea iniziale: un sistema operativo destinato soprattutto a dispositivi che avevano superato la vita commerciale prevista dal produttore. Nel frattempo il progetto è cambiato.

Già nel 2025 il team ricordava, per esempio, che Fairphone 4 e Fairphone 5 avevano ricevuto il porting lo giorno stesso del lancio. PINE64 aveva inoltre commercializzato PinePhone con postmarketOS preinstallato. Insomma, la denominazione precedente rischiava di descrivere un quadro non più aggiornato.

Nura resta una distribuzione Linux, molto diversa da Android

Il rebranding non modifica la caratteristica tecnica più interessante del progetto. Nura continua a costruire il sistema sopra tecnologie Linux tradizionali invece di replicare l’architettura software tipica di Android. Fin dalle origini l’idea consiste nel mantenere una base comune e ridurre al minimo il codice specifico necessario per ogni dispositivo.

Un elemento centrale resta pmbootstrap, lo strumento a riga di comando scritto in Python che prepara ambienti di compilazione isolati, gestisce chroot basati su Alpine, costruisce pacchetti e genera installazioni destinate alle diverse architetture.

La distribuzione eredita da Alpine Linux apk (Alpine Package Keeper), il gestore utilizzato per installare, aggiornare e rimuovere i pacchetti software. Anche i pacchetti Alpine usano l’estensione .apk, ma non hanno alcun rapporto con i file APK delle applicazioni Android: si tratta soltanto di una coincidenza nella sigla. Nura affianca a questa base pmaports, il repository che raccoglie i pacchetti e le configurazioni necessarie per adattare il sistema ai diversi dispositivi supportati.

Storicamente molti smartphone dipendono da kernel Linux derivati da versioni specifiche e pesantemente modificati dal produttore del SoC o del dispositivo. Mantenere per anni questi rami separati diventa costoso. Nura punta invece, dove possibile, al kernel Linux mainline: portare driver e supporto hardware a monte permette di condividere il lavoro con il resto della comunità Linux e riduce la dipendenza versioni vecchie di diversi anni.

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