L'Europa vuole liberarsi di Teams, ma costruire un'alternativa sovrana è difficile

L’UE sperimenta Element Pro come alternativa sovrana a Microsoft Teams, ma i dipendenti criticano l’esperienza e la facilità d’uso.
L'Europa vuole liberarsi di Teams, ma costruire un'alternativa sovrana è difficile

La Commissione europea sta sperimentando Element Pro come alternativa sovrana a Microsoft Teams, nel tentativo di ridurre la dipendenza dalle piattaforme tecnologiche statunitensi.

La soluzione, sviluppata dalla società britannica Element sulla base dello standard open source Matrix, dovrebbe garantire alla Commissione un maggiore controllo sull’infrastruttura e sui dati.

Il progetto, tuttavia, incontra una difficoltà tutt’altro che secondaria: alcuni funzionari europei coinvolti nella sperimentazione hanno espresso giudizi molto negativi sull’esperienza d’uso. Secondo quanto riportato da Windows Latest, le critiche riguardano soprattutto l’utilità percepita della piattaforma e la difficoltà di abbandonare abitudini consolidate con Teams.

Element Pro nasce per aumentare la sovranità digitale europea

L’iniziativa della Commissione nasce dalla crescente attenzione verso la sovranità digitale, cioè la possibilità per le istituzioni di mantenere un controllo più diretto sui propri sistemi e sulle informazioni gestite attraverso i servizi tecnologici. Element Pro viene utilizzato come sistema di backup di Teams e viene ospitato sull’infrastruttura della stessa Commissione, invece di dipendere dal cloud Microsoft. La scelta si inserisce in un movimento più ampio che coinvolge altre amministrazioni europee interessate a ridurre il ricorso a software statunitensi.

Element è un’azienda con sede a Londra e sviluppa i propri strumenti sulla base di Matrix, protocollo aperto per la messaggistica. La versione Pro aggiunge componenti proprietarie al codice open source e offre funzioni come chiamate audio e video, condivisione dei file e spazi dedicati ai progetti. La provenienza britannica rappresenta però un elemento a dir poco singolare per un progetto legato alla sovranità dell’Unione Europea, considerando l’uscita del Regno Unito dall’UE nel 2020.

La strategia non riguarda soltanto Bruxelles: la Francia prevede di trasferire i propri dipendenti pubblici da Teams, Zoom e altri strumenti statunitensi verso la piattaforma nazionale Visio entro il 2027. Anche le istituzioni internazionali stanno valutando Element Pro: tra gli organismi che ne stanno esplorando l’utilizzo figurano Nazioni Unite e NATO. Il caso europeo mostra quindi quanto la questione dell’autonomia tecnologica stia diventando concreta per le amministrazioni pubbliche.

Perché i funzionari continuano a preferire Microsoft Teams

Il problema principale per Element Pro non sembra essere soltanto tecnico. Dopo anni trascorsi utilizzando Teams, gli utenti hanno sviluppato procedure difficili da trasferire automaticamente su una piattaforma differente. Matthew Hodgson, CEO di Element, ha riconosciuto che il progetto sta ancora affrontando problemi iniziali e ha parlato di difficoltà legate al cambiamento delle interfacce e alla diversa posizione dei comandi.

Le valutazioni interne riportate da Politico Europe sono però più dure. Un funzionario ha messo in dubbio il valore aggiunto della piattaforma, mentre un altro ha espresso una bocciatura estremamente netta. Un’ulteriore testimonianza ha sottolineato quanto sarebbe difficile per l’Europa operare senza le tecnologie statunitensi.

Il paradosso è che neppure Teams rappresenta una soluzione tecnicamente leggera. L’applicazione utilizza il runtime Microsoft Edge WebView2 per eseguire contenuti web all’interno dell’interfaccia e, secondo i test di Windows Latest, una sessione inattiva ha raggiunto un consumo di ben 963 MB di RAM, arrivando fino a 2 GB durante le chiamate. Microsoft ha introdotto una modalità Efficiency per i computer con poca memoria, ma il peso dell’applicazione rimane una delle sue principali criticità.

Element Pro utilizza a sua volta Electron per il client desktop, una tecnologia già associata a un elevato consumo di risorse in applicazioni come Discord. La sfida europea diventa quindi duplice: costruire un’alternativa realmente indipendente e, contemporaneamente, convincere gli utenti che il cambiamento non comporti un peggioramento del lavoro quotidiano. Il risultato della sperimentazione potrebbe influenzare le future strategie delle amministrazioni europee sulla sostituzione dei software stranieri.

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