Lanciato il nuovo modello AI OpenClaw 2.0: quali sono le principali novità?

OpenClaw 2.0 semplifica l'installazione, rileva modelli e API già presenti e introduce sessioni condivise per lavorare in gruppo.
Lanciato il nuovo modello AI OpenClaw 2.0: quali sono le principali novità?

OpenClaw 2.0 arriva dopo quasi sette settimane senza una nuova release e concentra in un singolo aggiornamento una quantità di modifiche senza precedenti per il progetto.

La nuova versione riunisce, secondo il team, circa il 50% di tutte le pull request mai integrate nel software. L’obiettivo è ridurre soprattutto la complessità della configurazione e rendere più immediato l’utilizzo di un assistente AI capace di operare sul dispositivo dell’utente e attraverso servizi online.

OpenClaw si differenzia dai chatbot tradizionali perché può collegare un modello AI ai file locali, alle applicazioni e ai servizi online. Installato su Windows, macOS, Linux, Android o iOS, permette inoltre di impartire istruzioni attraverso piattaforme come Discord e LINE.

La versione 2.0 interviene proprio sull’infrastruttura alla base di queste funzioni, con novità che riguardano installazione, interfaccia web, memoria, modelli, skill, automazioni, browser, applicazioni native, plugin e sicurezza.

Un aggiornamento pensato per semplificare l’esperienza

Prima di OpenClaw 2.0 il progetto aveva pubblicato 106 release in 230 giorni, spesso a distanza di poche ore. La pausa ha permesso agli sviluppatori di riorganizzare la base tecnica e il processo di sviluppo, in seguito alla crescita del numero di collaboratori e del volume di lavoro. Il risultato coinvolge 933 contributori, 569 dei quali alla prima contribuzione, e oltre 16.000 pull request.

La prima novità evidente riguarda l’installazione. OpenClaw 2.0 può rilevare abbonamenti già disponibili a ChatGPT o Claude, API key e modelli AI locali presenti sul computer. Parte della configurazione viene quindi rimandata a dopo il primo avvio, con l’utente che può completare le impostazioni direttamente attraverso la conversazione con il proprio agente.

Anche la nuova browser app diventa un punto di accesso più diretto: dalla schermata iniziale è possibile parlare con il Claw, riprendere attività precedenti e continuare la configurazione. Un’altra funzione importante sono le shared cloud sessions, che permettono a più persone di lavorare sulla stessa sessione mantenendo il contesto già acquisito dall’agente.

La collaborazione tra utenti è stata inoltre sperimentata dallo stesso team durante lo sviluppo. Gli agenti sono stati utilizzati per coordinare attività, mantenere informazioni sui lavori in corso e consentire ai collaboratori di subentrare senza dover ricostruire ogni volta il contesto.

Un agente sempre più integrato, ma con nuovi rischi

OpenClaw 2.0 punta a collegare servizi differenti. Un’attività può, per esempio, partire dal monitoraggio della posta elettronica e terminare con una notifica su Telegram, oppure iniziare da un messaggio ricevuto tramite iMessage e arrivare alla ricerca di una ricevuta in un account email. Il modello comprende le istruzioni, mentre OpenClaw mette in comunicazione dati, strumenti e servizi esterni.

Questa maggiore capacità operativa comporta però anche una maggiore attenzione alla sicurezza. Il software può avere accesso a file locali, API key, account e servizi di messaggistica: i permessi devono quindi essere configurati con attenzione. La semplificazione dell’installazione non elimina inoltre i problemi di stabilità. Sono state segnalate difficoltà durante la configurazione della nuova versione, alcune delle quali hanno richiesto interventi manuali.

OpenClaw 2.0 rappresenta quindi un passaggio verso un assistente AI più operativo e collaborativo, non limitato alla conversazione testuale. L’obiettivo è ridurre le difficoltà del primo avvio e permettere all’agente di intervenire in flussi di lavoro composti da più applicazioni. Allo stesso tempo, maggiore automazione significa maggiore attenzione a permessi, affidabilità e controllo delle operazioni che il sistema può eseguire.

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