L’Intelligenza Artificiale è ormai in grado di compiere azioni che, fino a pochi anni fa, erano prerogativa dei soli esseri umani.
Per dare una dimostrazione delle capacità di Claude, Anthropic ha voluto far giocare il proprio modello AI al videogioco Pokémon, proponendo una diretta su Twitch dell’evento. L’iniziativa, sebbene affascinante, ha però palesato anche un punto debole inaspettato da parte dell’AI.
Davanti agli spettatori che seguivano la partita in live, il modello AI si è dimostrato un videogiocatore a dir poco lento. La lentezza del processo decisionale e l’analisi delle situazioni di gioco hanno trasformato la partita un’esperienza quasi “contemplativa“, ben differente da quanto potrebbe offrire un videogiocatore con un minimo di abilità.
Claude è un buon videogiocatore, anche se un po’ troppo “prudente”
Sebbene il debutto di Claude su Twitch sia stato un esperimento interessante, ciò dimostra anche come l’AI attuale abbia dei limiti in alcuni contesti.
Se la creatura di Anthropic si è dimostrata in grado di comprendere un ambiente virtuale complesso e interagire con esso, il test ha evidenziato come i tempi di risposta siano ancora lontani da quelli di un essere umano.
La lentezza di Claude nel prendere decisioni e nell’eseguire azioni all’interno del gioco sottolinea la complessità del processo cognitivo umano, che spesso si basa su intuizioni e capacità di adattamento rapido. Proprio quest’ultima abilità, a quanto pare, non è ancora riproducibile da un modello AI.
A di là della lentezza, l’esperimento di Anthropic si può comunque ritenere un parziale successo, visto un comportamento tutto sommato apprezzabile da parte dell’AI.
D’altro canto, non è la prima volta che questa tecnologia viene abbinata al mondo videoludico. Basti pensare a Google che, per addestrare i propri modelli AI, ha deciso proprio di affidarsi ai videogiochi.